IL BLOG DELL’ANGELO

“Must have”: le novità imperdibili del Ristorante L’Angelo

3 giugno 2022

Arrivederci Roma, Un tuffo nel deserto, Mandala a Auckland

La misura del tempo è nel cambiamento: oggi giorno scopriamo nuovi lati di noi stessi, ci rinnoviamo, consapevoli del nostro passato e della nostra tradizione, ma affamati di quello che ancora deve avvenire.

Succede così anche nella nostra cucina, che ogni anno si rinnova e racconta quello che stiamo diventando: un ristorante fusion che rispetta la tradizione, ma che non ha paura di osare e di innovare guardando lontano (nel tempo e nello spazio)

Se da un lato, infatti, il menu del Ristorante L’Angelo continua a presentare i piatti che lo hanno reso celebre (a proposito, li conosci i nostri piatti “evergreen”?), dall’altro, stagione dopo stagione – così come in una boutique di alta moda – vengono proposti piatti completamente nuovi, figli di nuove esperienze, di nuovi studi e di una nuova sensibilità.

Noi li chiamiamo i must have, ossia le novità che “devono” essere assolutamente provate.

Arrivederci Roma

Ovunque ti giri, quando sei a Roma, vedi bellezza. E anche quando le “cose” non ti piacciono, “finisce che alla fine” ti piacciono lo stesso. Il sapore di Roma si rivela in queste finte contraddizioni, che ti rimangono addosso anche quanto te ne vai via.

La ricetta: Soufflé di spaghetti scomposti al cacio, pepe e cozze, servito in acqua di mare aromatizzata al blu curacao e corallo al nero di seppia.

Perché sceglierlo: È come un abito che si trasforma: la pasta diventa souflé, si scompone, racconta una Roma che, orgogliosa di se stessa, si tuffa nelle acque del mare, alla ricerca di una nuova identità. Capitale eterna del gusto.

Un tuffo nel deserto

Si può nuotare nella sabbia, far incontrare il mare con il suo opposto? Il tuffo nel deserto è un piatto che sa di freschezza del Mediterraneo, ma anche della sabbia calda del medio oriente, un mare-e-monti davvero alternativo.

La ricetta: Polpo del Mediterraneo marinato alla griglia e servito su hummus di ceci, con guarnizione di pomodorini confit, pesto di Salicornia e corallo alla tandoori.

Perché sceglierlo: È l’emblema della cucina fusion: sapori e odori lontani che si incontrano all’improvviso, tra una marinatura misteriosa [ogni Chef ha i suoi segreti] e un pesto delicato che racconta della sapidità del mare.

Mandala a Auckand

Giochiamo con le immagini, con la tradizione buddista e induista della rappresentazione simbolica del cosmo nei vostri piatti, ma giochiamo anche con gli aromi tipici della cucina libanese, per poi correre veloci in Nuova Zelanda, con le tipiche cozze verdi neozelandesi e una tartare di branzino al bbq. A guarnire il tutto, una spugna al curcuma, la spiaggia finale dove riposarsi (facendosi tentare dalla tipica “scarpetta” italiana).

La ricetta: Sauté di cozze, vongole, cozze verdi neozelandesi, insaporito da cumino, uvetta, pomodori secchi e vaniglia su spugna salata alla curcuma e tartare di branzino all bbq.

Perché sceglierlo: La vera domanda è “Perché non sceglierlo?”. In questo piatto si scoprono sapori esotici, in un crescendo di piacere che la scarpetta finale – da sempre considerata un gesto poco elegante – diventerà emblema della più alta aristocrazia culinaria. Chapeau!

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